Progetto DAWN

Dawn: l'alba inizia ora

Per l’inserimento lavorativo retribuito di adulti con sindrome di Down o affetti da autismo

Il progetto DAWN vuole costituire un importante e significativo primo caso reale in cui un gruppo di persone maggiorenni affette da Sindrome di Down e/o da Autismo, viene avviato al lavoro regolare in ambiente esterno presso una industria profit, INOXMARE, per svolgere in sinergia con i lavoratori locali un’attività produttiva in un quadro contrattuale. L’esperienza lavorativa è la conclusione di un processo formativo ed è l’inizio ad una fase della vita di maggiore autonomia, dove chi lavora è adeguatamente retribuito.

1) Rilevazione dei  bisogni

Fabbisogni emersi rispetto alla linea d’azione prescelta e del contesto di riferimento

L’aumento dell’aspettativa di vita delle persone con sindrome di Down (circa 62 anni) e il conseguente numero di adulti presenti (il 60% delle persone con sindrome di Down oggi in Italia è maggiorenne), rende sempre più necessari interventi finalizzati all’inclusione lavorativa delle persone con sindrome di Down (fonte ISTAT).

Per consentire un efficace e duraturo inserimento lavorativo di una persona maggiorenne con disabilità è necessario organizzare un processo articolato, in accordo con le imprese private, dove un tirocinio on-site rappresenta lo strumento principale per l’acquisizione del SAPER LAVORARE che non s’identifica con il SAPER FARE UN LAVORO, ma rappresenta una realtà molto più complessa, di inserimento lavorativo, dove anche l’altra componente della società matura un’esperienza significativa di coesistenza.

L’esperienza ed i fallimenti precedenti hanno dimostrato che per essere efficaci occorre la collaborazione di tutti i soggetti della filiera (operatori sociali, associazioni non profit, industria privata, autorità locali) in un lavoro di rete attraverso l’impostazione di progetti coerenti e condivisi sul territorio di riferimento.

Soggetto chiave diventa il tutor guida che agisce da interfaccia e da camera di compensazione tra il gruppo di lavoratori con disabilità e gli altri reparti dell’azienda.

La professionalità dell’operatore guida si delinea attraverso tre azioni caratteristiche:

a) progettare

b) mediare

c) accompagnare/promuovere

Ultimo aspetto dei bisogni è gestire al meglio il momento di way-out quando il lavoratore disabile che ha superato la fase di test viene reso autonomo nel mondo lavorativo, attraverso il distacco con l’operatore che l’ha seguito nell’esperienza del tirocinio formativo.

Il progetto DAWN costituisce l’inizio di un nuovo giorno per gli adulti disabili che hanno delle potenzialità nel saper fare.

2) Numero delle persone con disabilità beneficiarie del progetto

Il progetto prevede di rendere beneficiarie del progetto un gruppo di 12 soggetti maggiorenni:

  • 10 con sola sindrome di Down
  • 2 anche con problemi di autismo da leggero a medio (con valori nella scala C.A.R.S. da 30 a 37)

3) Metodologia dei processi

Metodi e strategie individuate per l’espletamento delle attività progettuali

Lo strumento metodologico di intervento del lavoro individuale e di gruppo è dato dal PMA (Piano monitoraggio attivo). Il PMA è strutturato in modo tale da adattarsi alle varie fasi del progetto: selezione, inserimento, tutoraggio, distacco.  Per questo, il modello risulta, sempre e comunque, funzionale ad ogni genere di caso prospettato e ad ogni tipo di piano d’intervento per esso predisposto. La fase di selezione individua i soggetti che possono affrontare un’esperienza lavorativa fuori dal proprio habitat, e che hanno quindi skill per poter saper fare un compito assegnato.

La fase di inserimento permette di assegnare i vari task in funzione della capacità lavorativa, sulla base dei risultati dei test nella fase di selezione. La fase di tutoraggio (attuativa) prevede da parte dell’operatore guida di insegnare uno specifico lavoro (ripetitivo) ai soggetti prescelti. La fase di distacco ovvero di autonomia prevede per i soggetti che hanno superato il test finale di continuare l’esperienza lavorativa in totale autonomia. Il modello metodologico proposto, inoltre, costituisce uno degli strumenti di verifica, non solo sul raggiungimento dei risultati attesi e sulla qualità degli stessi (efficacia dell’azione progettuale), ma anche di controllo sull’ottimizzazione delle risorse (efficienza del servizio). Durante la fase attuativa in INOXMARE è previsto un monitoraggio costante e una valutazione periodica, al fine di mantenere alta l'attenzione sugli obiettivi dell'intervento e, ove fosse necessario, provvedere alle opportune modifiche e/o adattamenti.

Tale attività è affidata ad una associazione esterna Associazione Idee con la quale la proponente ha già svolto attività similari.

4) Tecnologie utilizzate

L’esperienza lavorativa del gruppo di disabili può e deve essere supportata dalla possibilità di consultare alcuni IPAD che prevedano informazioni su fasi di lavoro, orari lavorativi, turni, etc.

Questi strumenti permetteranno ai lavoratori disabili di mantenere il controllo del proprio contesto professionale e risolvere alcune criticità che potrebbero verificarsi (esempio blocco psicologico o dimenticanza del prossimo passo), con una sufficiente autonomia e che non ponga l’eventuale evento come fonte ansiogena e paralizzante andando a destrutturare l’autostima della prestazione.

L’innovatività è data dal fatto che la comunicazione è fornita unicamente in modalità pittorico-visiva per immagini e non testuale e verbale, in modo che possa essere immediatamente percepita dal soggetto.

La APP presenta una serie di immagini mute (sulla falsariga dei fumetti IKEAtm senza testo per il montaggio) che illustrano in sequenza i passi del task da compiere.

Questo approccio individuale lascia il soggetto libero nella sua sfera privata, infatti egli può guardare la sequenza dei passi tutte le volte che vuole e riprendere il lavoro solo quando si sente confidente.

In particolare per i soggetti affetti da autismo l’interazione non umana ha dimostrato un impatto positivo sulla loro capacità di risposta.

progetto dawn
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5) Collegamento con progetti e/o attività già realizzate dal soggetto proponente o dai soggetti costituenti l’ATS

Il progetto DAWN si inserisce all’interno di una realtà attiva da 25 anni nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disabili. In particolare Pictor ha attivo ormai da circa 10 anni un progetto di lavorazioni conto terzi denominato “Assemblamente” che fin dall’inizio è stato un laboratorio che ha favorito l’inserimento e la valutazione in contesto lavorativo delle persone svantaggiate e disabili con meno capacità lavorativa residua. Da questo progetto e dalla collaborazione con “Associazione di Idee” nel tempo sono stati diversi i progetti attivati con persone Down che li hanno portati ad un consolidamento della loro situazione lavorativa in Pictor.

All’interno di questo contesto progettuale e relazionale si inserisce il progetto DAWN che vuol essere un ulteriore step di esperienze già collaudate.

Un’esperienza interessante di progetto similare è la CASA DELLE IDEE, che è volta in modo graduale a garantire al soggetto l’autonomia esterna alla propria famiglia o casa famiglia)

6) Obiettivi generali

  • ANNULLARE LE BARRIERE CHE ESISTONO NELL’INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO PRIVATO DI PERSONE MAGGIORENNI AFFETTE DA SINDROME DI DOWN, MISURANDONE LA PRODUTTIVITA’
  • STIGMATIZZARE LA DISABILITA’ RENDENDO I DISABILI CAPACI AUTONOMI ANCHE MEDIANTE LA RETRIBUZIONE DEL PROPRIO LAVORO.
  • RETRIBUIRE IL LAVORO UTILE DEI DISABILI AUTONOMI

7) Obiettivi specifici

Gli obiettivi specifici del nostro progetto sono:

  • 1. aumentare la qualità della vita delle persone coinvolte all’interno di progetti di lavoro individualizzati che tengano conto delle peculiarità di ciascuno
  • 2. riconoscere, valorizzare sostenere e rinforzare le capacità della impresa nel suo essere soggetto attivo nel processo di “cura” dei suoi componenti
  • 3. garantire lo sviluppo di un processo costante di mediazione tra la persona in difficoltà, e gli altri lavoratori
  • 4. prevenirne il rischio di isolamento sociale o di stigmatizzazione
  • 5. Misurare la produttività individuale in un contesto reale e retribuirla in modo appropriato
  • 6. Ridurre il più possibile il rischio di un invecchiamento precoce nel disabile con conseguente ricaduta sul servizio e sulla famiglia
  • 7. Favorire la creazione di un innovativo sistema di integrazione lavorativa nel quale il mondo lavorativo cosiddetto “normale” possa venire quotidianamente in contatto si possano inquinare esperienze e situazioni diverse
  • 8. Diffondere l’esperienza di inserimento ed autonomia lavorativa a livello nazionale
progetto dawn

8) Risultati attesi

I risultati attesi dal progetto sono di due tipologie: di lungo e corto orizzonte temporale

Lungo orizzonte

  • Creazione di modello standard di tirocinio per disabili in contesti industriali profit per renderli autonomi sul posto di lavoro
  • Protocollo per sostegno personalizzato in situazione legata al cambiamento della condizione lavorativa
  • Riconoscimento per un giovane adulto con disabilità nell’avere un ruolo e una posizione lavorativa retribuita

Corto orizzonte

Consolidare la posizione lavorativa di almeno 2-3 delle persone disabili beneficiarie dell’iniziativa del progetto DAWN (tasso inserimento atteso: 20%-25%). Favorire la creazione di un team pilota permanente che veda una forte relazione stretta tra disabilità e mondo lavorativo “normale” e che sia funzionale ad avvicinare due mondi spesso molto distanti.

10) Raccordo con il territorio

Il progetto DAWN prevede l’inserimento di un gruppo di 12 disabili che lavorano insieme a 60 lavoratori della INOXMARE nella sede di Crespellano, sotto il monitoraggio attivo di psicologi della ASSOCIAZIONE IDEE di Bologna.

Il tasso di inserimento è molto alto ed ambizioso: 20%, primo esperimento in Italia di queste dimensioni.

La Cooperativa sociale PICTOR, proponente, opera nel territorio della provincia di Bologna fin dalla sua nascita e ha consolidato nel tempo rapporti con i diversi soggetti dello stesso (Amministrazioni Pubbliche e Asl, aziende private e Mondo del terzo settore).

Nello specifico la cooperativa sociale Pictor è anche da 5 anni attiva nel territorio comunale dove si va a realizzare il progetto DAWN (Comune di Valsamoggia) nel quale già opera e lavora per diverse amministrazioni pubbliche e aziende private

PICTOR Società Cooperativa Sociale
P.I. 01554711208 - Via Menarini 42 - 40054 Budrio (BO)
Tel. 051.803668info@cooperativapictor.it

Unità Operativa Crespellano
Via Brodolini, 20 Loc. Crespellano - Valsamoggia 
Tel. 051.969418  amministrazione@cooperativapictor.it